Aprile 21, 2008

Pazienza Andrea barh

Non so perché … ma tutte le volte che leggo Pazienza mi prende una rabbia , un malessere che scaturisce dal fatto di averlo scoperto tardi , troppo tardi per capirne veramente il significato .I libri, le canzoni, i quadri conservano un messaggio che si tramanda per secoli perdendo però il contatto con la quotidianità nella quale sono stati concepiti.. il messaggio si può riadattare a nuovi contesti, in alcuni casi questa operazione porta anche a risultati migliori ,ma sono comunque opere di trasformazione . Avrei veramente voluto leggere Pazienza ai tempi di Frigidare ai tempi delle riviste di fumetto, ai tempi nella quale il malessere sociale del nostro tempo si traduceva anche tramite dei semplici disegni. Credo di aver letto molto di Pazienza peccato che questa operazione l’abbia fatta da un computer aprendo semplicemente un file pdf….perso qualcosa (credo di si)….

Avrei voglia di andare, di vivere un altro contesto , una nuova situazione , qualcosa che mi porti a mettere a fuoco e vedere tutto un po’ più chiaro. Ma poi ?. Si sa, per ogni partenza c’è un ritorno e ogni ritorno in fondo ha una propria ragione. Il ritorno serve per mettere a posto un disordine, per capire cosa è stato importante e cosa invece è meglio accantonare . Mattia Pascal fece questo, si trasformo in Adriano per cambiare ma poi cercò di ritornare Pascal ,con scarsi risultati. La fuga , di certo lo aveva animato, ma nello stesso tempo lo aveva privato della sua stessa identità. Aveva vissuto di attimi , di passioni ma di questo non si vive a lungo . Allora cos’è meglio? Vivere una vita tranquilla come Pascal o vivere di attimi come Adriano?. Non credo ci sia una risposta ma credo che la cosa più triste è quando pur volendo essere Pascal ti ritrovi a essere Adriano.

Pazienza andrea

DRAMBUIE…O O O

Aprile 18, 2008

Ricordo ancora la prima volta… la bottiglia mi era ancora ignota , il sapore ancora di più .Il mio datore di lavoro mi disse che ne aveva tre cartoni in magazzino che andavano “smerciati” ai clienti . A tale richiesta pensavo si trattasse del solito alcoolico di basso rango, dal sapore insipido, alcooolico spaccastomaco. Invece no il Drambuie è fenomenale e con un pò di ginger ale diventa fantastico. Sono 8 mesi che quando torno a casa bevo solo drambuie con ginger ale …. un grazie al gatto allora!!!! La storia del Drambuie Il Drambuie è un liquore la cui ricetta è un mix di whisky, miele, segreti e leggende. Di sicuro la nascita di questa bevanda è legata alla figura del Principe Charles Edward Stuart che nel 1745, all’età di 25 anni arrivò sull’isola di Eriskay, in Scozia, per partecipare alla ribellione contro George primo. Un anno dopo la ribellione fallì e Charles, con un imponente taglia sulla testa, fu costretto alla fuga, aiutato dai clan scozzesi che avevano partecipato alla guerra. Il principe sfuggì alla cattura a lungo, aiutato soprattutto dal clan dei MacKinnon. Fu proprio per questo che Edwards volle donare a John MacKinnon la ricetta del suo elisir segreto. Si dice infatti che il principe bevesse ogni giorno un sorso di una bevanda speciale che gli conferiva forza e buona salute, creata su commissione dal suo farmacista personale anni prima. Il clan MacKinnon, pur custodendone gelosamente e segretamente la ricetta, diffuse la bevanda in Scozia dove diventò molto popolare. Agli inizi del ‘900, un discendente della famiglia, Malcolm, si trasferì a Edinburgo dove, insieme ad Eleanor Ross, decise che era giunto il momento di sfruttare commercialmente la ricetta del Drambuie. Nel 1909 produssero le prime bottiglie e nel 1914 fondarono, ormai avviati, la Drambuie Liquer Company. Ancora oggi l’azienda è gestita dalla stessa famiglia e mantiene segreto il contenuto della ricetta. Incerto è anche il significato del nome che deriva dal gaelico. Alcuni sostengono che derivi da “dram buidhe”, che significa “bevanda gialla” mentre altri sostengono che derivi da “dram buidheach” ovvero “bevanda che soddisfa”. Ad ogni modo, mentre i puristi del whisky spesso storcono il naso di fronte ad uno “scotch whisky con aggiunta di miele” questo liquore dorato, con aromi di liquirizia, di erbe e di miele continua ad essere apprezzato in tutto il mondo.

Aprile 18, 2008

torna indietro di 7 anni …mmm belli quei periodi…cmq stò video è fregnnnn( come direbbero a Pescara) grande COSTA NOSTRA

grazie al “palo”

Aprile 13, 2008

Un ringraziamento speciale a tutti i ragazzi del TORNEODELPALO.COM che si sono proposti spontaneamente di fare un pò di pubblicità al mio povero blog. Inoltre possiedono un vero BarH che architettonicamente parlando rispecchia il concetto di barh. Adesso voi vi chiederete che cos’è il palo? Vi accontento ma mi raccomando visitate il loro sito… ne vale la pena

“Il gioco del palo (o paletto come viene confidenzialmente chiamato dai suoi affezionati) è un gioco prettamente di EsseO. Si gioca su un campo da pallacanestro in cemento con le regole del calcetto con la unica differenza che al posto della porta bisogna colpire il supporto dei canestri (il palo appunto). Si gioca in tre contro tre e non esiste il portiere; unica regola particolare è il fatto che la palla non è considerata fuori campo fino a che non tocca il terreno e dunque le azioni si possono evolvere anche al di fuori del rettangolo di gioco.”

in palo we trust

C’è un tormentone tra i miei amici…..ma tu consc (conosci) a Lello? Se qualcuno lo conosce è pregato di avvisarmi. Conosco un Lello ma non credo che si tratti di lui. Il suo nome reale dovrebbe essere Raffaele ma voci vicine a “mbaPietro” ci hanno segnalato la presenza nella zona ,di un ragazzo chiamato Mirello. Sarà lui? Forse chi lo sa? Lo sapra Peppino Scumpecia… ma a questo punto che fine ha fatto Carmen Sandiego?