Appunti di viaggio
settembre 4, 2010

I hold Eran 's wounded hand
L a foto è di Elinor Carucci “hold Eran ‘s wounded hand”
Alcune volte non ti accorgi nemmeno delle ferite. Il tempo passa, la ferita si allarga ma tu continui a non badarci , ti affidi alle piastrine e alla loro irresistibile voglia di mettere tutto in ordine. Passano i giorni , la ferita si fa rossa ma tu continui a buttarci solo acqua di rubinetto. La ferita è profonda e ormai tutto il corpo lo percepisce . La carne si spacca , si divide come poli opposti ma tu speri ancora che il tutto si possa ricucire. Ago e filo , un colpo di forbici e la speranza che quel dolore passi in fretta .